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La Processione del Venerdì Santo o dei Misteri

Ed eccoci alle prime ore del Venerdì Santo, in quelle ore che a Siviglia costituiscono quella che viene chiamata la “Madrugà” ed in cui escono ben sei processioni organizzate da altrettante confraternite: “El Silenzio”, “El Gran Poder”, “La Macarena”, “El Calvario”, “La Esperanza de Triana” e “Los Gitanos”.
A Molfetta invece ne esce solo una … e buona, aggiungerei, in quanto la suggestività raggiunge livelli altissimi, allorquando alle ore 03,30 in punto si apre il portone della chiesa ed appaiono i tre Stradari, seguiti dal Palliotto dell’ Arciconfraternita di S. Stefano dietro cui, immediatamente, vi è la Croce con al lato i due fanali.
Tutto intorno è buio, dal momento che viene spenta anche la pubblica illuminazione.
Contemporaneamente la banda inizia a suonare la marcia funebre “U’ Varcheceddare” alla quale seguirà “La Maledetta”.
Ecco quindi che cominciano ad uscire i primi confratelli: sono quelli della Confraternita dell’ Assunta, che portano a spalla il Cristo all’ orto che reca sulla base un vero e proprio albero d’ ulivo. E’ bellissimo vedere in quale maniera esce tutta quella massa di rami attraverso il piccolo portone della chiesa di S. Stefano.
Nell’ ordine escono poi Cristo alla colonna, portato dalla Confraternita della Madonna del Buon Consiglio, Cristo alla canna, portato dalla Confraternita della Purificazione, il Calvario, portato dalla Confraternita della Visitazione ed infine fa la sua comparsa il baldacchino portato dai confratelli di S. Stefano, portatori anche del Cristo Morto i cui piedi varcano la soglia della chiesa alle ore 04,00 in punto.
Le tristi note della marcia “U’ Conza Siegge” del concittadino Valente fanno da colonna sonora a quel momento così intenso e pregno insieme di commozione, preghiera e tantissimi ricordi delle persone più care che non sono più.
La processione si avvia, attraverso l’ arco della città vecchia, per la stretta e sconnessa Via Amente e, dopo essere uscita su piazza Municipio, passa davanti alla Chiesa del Purgatorio, voltando ad essa le spalle e, allineandosi sul lungo rettilineo di Via Dante e della banchina S. Domenico, si inoltra nel cuore della città per percorrere un itinerario che è grosso modo simile a quello delle processioni dell’ Arciconfraternita della Morte.
L’ attraversamento della banchina S. Domenico rappresenta un altro dei momenti più belli di tutta la processione, allorquando le prime luci dell’ alba cominciano ad evidenziare tutta la bellezza dei cinque Misteri.
Anche per questa processione vengono eseguite alcune marce funebri, sempre negli stessi punti dell’ itinerario: “Ultimo Addio” all’ imbocco di Via Dante, “Povera Rosa” alla banchina S. Domenico”, “Amleto” alla salita di Via S. Benedetto … insomma si può dire che anno dopo anno vengono suonate sempre le stesse le marce funebri e sempre nello stesso posto, e ciò da oltre un secolo e mezzo, cioè da quando sono comparse le bande nelle processioni pasquali.
La processione si ritira intorno alle ore 13,00 e le note della marcia funebre “Palmieri” ne scandiscono gli ultimi momenti.
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- Testo tratto dall' intervento del dott. Franco Stanzione su "La Settimana Santa a Molfetta", in occasione del Convegno "Settimana Santa in Andalusia, Sicilia, Puglia" tenutosi a Caltanissetta dal 7 al 9 marzo 2008.
- Foto a cura di Giuseppe Marino de Robertis (2 aprile 2010).



N.B. - Tutte le foto provengono dall' archivio privato del dott. Franco Stanzione ed è vietato riprodurle senza il suo consenso e/o omettendo di citarne la fonte.

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